Come versarlo
un cabernet sauvignon in
Porta la bottiglia a una temperatura compresa tra 16 e 18 gradi. Oggi una stanza è spesso a 21 gradi o più, e a quella temperatura il cabernet sauvignon risulta pesante e alcolico. Se la bottiglia si trova in una stanza del genere, mettila in frigorifero per mezz'ora; se invece proviene da una cantina fresca, lasciala acclimatare per qualche minuto.
Taglia la capsula tutto intorno, sotto il rigonfiamento del collo, e pulisci il bordo della bottiglia. Posiziona la spirale del cavatappi al centro del tappo, avvitala dritta verso il basso fino a poco prima della fine, quindi estrai il tappo con un unico movimento lento.
Se il vino è giovane e ricco di tannini, travasalo prima in una caraffa. Il contatto con l'aria rende i tannini più rotondi e porta in primo piano il frutto; di solito un'ora è sufficiente. Con una bottiglia più vecchia, invece, travasa lentamente e lascia i sedimenti nella bottiglia.
Riempi il calice fino a circa un terzo, non oltre. Sopra il vino resterà spazio per farlo roteare, ed è proprio questo movimento a sprigionare i profumi di ribes nero e legno di cedro. Meglio aggiungerne spesso una piccola quantità piuttosto che riempire il calice tutto in una volta.
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Il racconto
Il cabernet sauvignon proviene da Bordeaux e ha avuto origine lì come incrocio naturale tra cabernet franc e sauvignon blanc; la ricerca sul DNA lo ha dimostrato. L’uva ha acini piccoli con buccia spessa e, poiché è proprio la buccia a fornire il colore e i tannini, ogni sorso ne contiene grandi quantità. Matura tardi, ama il caldo e tollera una stagione di crescita lunga. Sono state proprio queste caratteristiche a renderlo adatto alla coltivazione ben oltre la Francia: in California, Cile, Australia, Sudafrica e Italia è ampiamente coltivato, tanto da essere il vitigno a bacca nera più piantato al mondo.
Il calice giusto
Il cabernet sauvignon richiede un calice alto e capiente, generalmente da 55 a 70 centilitri. Questa forma offre al vino un’ampia superficie a contatto con l’aria, rendendo più rotondi i tannini decisi, mentre il bordo leggermente svasato convoglia al naso i profumi di ribes nero e cedro. Un calice piccolo produce l’effetto opposto e fa percepire il vino chiuso e astringente. Confronta le misure nella sezione dei calici da vino rosso oppure guarda i calici da vino grandi.
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Gli strumenti giusti
Per un cabernet sauvignon, oltre al calice, ti servono soprattutto un cavatappi e, per una bottiglia giovane, un decanter. I bar tools qui sotto servono solo quando trasformi il vino in una sangria: un cucchiaio da bar per mescolare e uno spremiagrumi per il succo d’arancia. Questi sono i bar tools che usiamo noi stessi; li trovi tutti nella nostra sezione bar tools e set da cocktail.
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Cosa servi accanto?
Il cabernet sauvignon raramente arriva da solo in tavola. Questi sono i vini che lo accompagnano nello stesso pasto, da un calice di champagne come aperitivo a un robusto brunello con il piatto principale. In ogni pagina dedicata a una bevanda trovi la gradazione alcolica, il profilo aromatico, i cocktail adatti e il calice necessario.
Varianti & twist
A Bordeaux il cabernet sauvignon non è quasi mai da solo nella bottiglia. Qui viene assemblato con il merlot, che rende più rotonda la parte centrale del gusto, e con il cabernet franc, che aggiunge profumo e freschezza. Fuori dalla Francia, invece, viene spesso imbottigliato in purezza: nella Napa Valley, in Cile e in Australia il cabernet sauvignon è l'unico vitigno indicato in etichetta, con frutto più maturo e tannini più morbidi. Lo stesso vitigno, due bottiglie completamente diverse. Vuoi saperne di più? Scopri tutte le bevande e i marchi.
Consiglio di servizio
Servilo a una temperatura compresa tra 16 e 18 gradi, non più caldo, altrimenti l'alcol risulterà troppo evidente. Il cabernet sauvignon dà il meglio con carne rossa alla griglia, uno stufato di manzo o agnello e un formaggio stagionato a pasta dura: i grassi e le proteine rendono più morbidi al palato i tannini decisi. Con pesce delicato, molluschi o un'insalata fresca, invece, non è la scelta ideale.
Buono da sapere
Perché il cabernet sauvignon ha così tanti tannini
L'acino è piccolo e la buccia è spessa. Il colore, i tannini e parte degli aromi si trovano nella buccia, quindi in un acino piccolo c'è più buccia rispetto a ogni goccia di succo. Per questo il vino è scuro, strutturato e longevo. È anche il motivo per cui l'aria fa così bene a questo vino: l'ossigeno rende i tannini sensibilmente più rotondi, sia che ciò avvenga in un decanter sia in un calice ampio.
Quel peperone verde nel bicchiere
Se senti al naso o al palato qualcosa che ricorda il peperone verde, di solito deriva da uve non completamente mature. Il cabernet sauvignon matura tardi, quindi in un'annata fresca o in una zona fresca non raggiunge sempre la piena maturazione. Una lieve nota di questo tipo è considerata caratteristica del vitigno; se prevale, il vino è rimasto troppo verde.
Perché a Bordeaux si fanno quasi sempre blend
A Bordeaux il cabernet sauvignon è quasi sempre abbinato a merlot e cabernet franc. Il merlot ha tannini più rotondi e dà corpo alla parte centrale del gusto; il cabernet franc apporta profumo e freschezza. Il cabernet sauvignon, invece, fornisce la struttura portante: colore, tannini e capacità di invecchiamento. La proporzione varia da vigneto a vigneto e da un'annata all'altra, ed è proprio per questo che due vini di Bordeaux possono avere sapori così diversi.
Vaniglia e cocco provengono dalla botte
Quella nota dolce e cremosa presente in molti cabernet sauvignon non proviene dall'uva, ma dalla botte di rovere. La vaniglia è associata più spesso al rovere francese, mentre una nota simile al cocco al rovere americano. Più la botte è nuova e più a lungo il vino vi rimane, più questi aromi risultano evidenti. Un cabernet sauvignon senza legno sa molto più direttamente di ribes nero.
Quanto alcol contiene e per quanto tempo può invecchiare
Il cabernet sauvignon contiene all'incirca tra il 13 e il 15 percento di alcol; la percentuale esatta è indicata sull'etichetta. Grazie ai tannini decisi può invecchiare a lungo: le bottiglie semplici danno il meglio entro cinque anni circa, mentre quelle di provenienza migliore possono durare molto più a lungo. Una bottiglia aperta si conserva piacevole per altri due o tre giorni, se tenuta al fresco con un tappo.
Domande frequenti
A quale temperatura servire il cabernet sauvignon?
Tra 16 e 18 gradi. È più freddo della maggior parte degli ambienti, quindi, in una casa calda, metti la bottiglia in frigorifero per mezz'ora. Sopra i venti gradi l'alcol emerge e il vino diventa pesante; sotto i quattordici gradi i tannini si chiudono e la sensazione al palato diventa ruvida.
Quale bicchiere usare per il cabernet sauvignon?
Un calice alto da circa 55 a 70 centilitri, il modello solitamente chiamato calice bordolese. Lo spazio dà aria al vino, rendendo i tannini più morbidi, mentre il bordo svasato trattiene gli aromi nel bicchiere. Versa fino a un terzo e tieni il bicchiere per lo stelo, non per la coppa.
Bisogna decantare il cabernet sauvignon?
Con una bottiglia giovane e tannica aiuta sensibilmente: un'ora in una caraffa rende il vino più rotondo e aperto. Con una bottiglia più vecchia serve soprattutto a lasciare il sedimento sul fondo; in quel caso travasa lentamente e non aspettare troppo. Se non hai una caraffa, va bene anche un calice ampio, da far ruotare di tanto in tanto.
Cosa mangiare con il cabernet sauvignon?
Carne rossa alla griglia, uno stufato di manzo o agnello e formaggi stagionati a pasta dura. Grassi e proteine rendono i tannini decisi più morbidi al palato. Con pesce leggero, molluschi o un'insalata fresca il vino perde il confronto, perché è troppo strutturato.
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