Il Nebbiolo è il vitigno che appare più leggero di quanto sia al palato. Nel bicchiere è pallido e diventa presto arancio-bruno ai bordi, ma in bocca presenta tannini decisi e un'acidità elevata. Rosa, catrame, ciliegia, spezie e una nota amara di liquirizia ne fanno parte. Cresce quasi esclusivamente in Piemonte e ha bisogno di anni. Altri stili sono disponibili alla voce vino rosso.

Base: vitigno nebbioloDa 16 a 18 gradiCalice: calice da Borgogna
Calice da Borgogna con vino rosso su uno sfondo bianco sporco
NEBBIOLO ✶ VITIGNO NEBBIOLO ✶ CALICE DA BORGOGNA ✶ VERSA E ASPETTA ✶

Come servirlo
un nebbiolo in

Cosa ti serve
1 bottiglianebbiolo da 75 cl
1 calice da Borgognacon calice panciuto
1 cavatappicon una spirale lunga
1 caraffaper un'ora di ossigenazione
Servire il vino: passo dopo passo
1

Porta la bottiglia a una temperatura compresa tra 16 e 18 gradi. In una casa riscaldata, la temperatura ambiente è spesso troppo alta: lascia quindi la bottiglia per mezz'ora in una stanza fresca o per venti minuti in frigorifero. Troppo caldo rende l'alcol pungente, troppo freddo indurisce i tannini e chiude i profumi.

2

Taglia la capsula tutto intorno, sotto il rigonfiamento del collo, e pulisci il bordo. Posiziona la spirale al centro del tappo e avvitala dritta verso il basso, fino a poco prima della fine. Le bottiglie più vecchie hanno un tappo più fragile, quindi estrailo lentamente e mantenendolo diritto.

3

Versa il vino in una caraffa e lascialo riposare per circa un'ora. Il Nebbiolo è spesso chiuso appena stappato, e i profumi di rosa e ciliegia emergono solo dopo aver preso aria. Con una bottiglia più vecchia e con sedimenti, travasa lentamente e lascia l'ultimo fondo nella bottiglia.

4

Versa fino a circa un terzo del calice panciuto. Lo spazio sopra è necessario: è proprio lì che si concentra il profumo, e con questo vitigno è metà dell'esperienza. Fai ruotare delicatamente il vino e annusalo prima di assaggiarlo: noterai come continui a cambiare nel bicchiere.

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La storia

Il Nebbiolo è un antico vitigno del Piemonte, nel nord-ovest dell'Italia. Il nome viene generalmente spiegato in due modi: potrebbe derivare da nebbia, la foschia autunnale che in ottobre ricopre le colline delle Langhe quando questo vitigno tardivo raggiunge finalmente la maturazione, oppure dalla patina bianca e nebulosa che ricopre la buccia degli acini maturi. Non è stato stabilito quale delle due spiegazioni sia corretta. Ciò che è certo è che il vitigno è esigente: germoglia presto, matura tardi e reagisce fortemente al terreno e all'esposizione. Per questo, al di fuori del Piemonte, raramente dà buoni risultati; la Valtellina in Lombardia è l'eccezione più nota.

Il bicchiere giusto

Poiché il Nebbiolo si basa soprattutto sui suoi profumi, dà il meglio in un bicchiere bombato con una coppa ampia e un bordo che si restringe nuovamente verso l'interno. Il vino ha spazio per ossigenarsi e il profumo rimane poi nel bicchiere invece di svanire. Una coppa alta e dritta da Bordeaux fa esattamente il contrario. Qui sotto trovi due coppe bombate; confrontale pure con il resto dei bicchieri da vino grandi. Per la decantazione trovi i vari modelli nella sezione decanter.

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L'attrezzatura giusta

Per un Nebbiolo, oltre al bicchiere, servono soprattutto un cavatappi con una spirale lunga e un decanter; per una bottiglia già aperta, invece, un tappo. I bar tool qui sotto servono solo quando il vino entra in un cocktail: un jigger per dosare e un cucchiaio da bar per mescolare. Questi sono i bar tool che usiamo personalmente; li trovi tutti nella nostra sezione bar tool e set da cocktail.

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Quale vino si abbina a questo?

Il Nebbiolo raramente è solo a tavola. Questi sono i vini che si abbinano al pasto, da un altro grande vino italiano come il Brunello fino a un bicchiere di Moscato con il dessert. In ogni pagina dedicata a una bevanda trovi la gradazione alcolica, il suo gusto, i cocktail a cui si abbina e il bicchiere necessario.

Bottiglia Catena Malbec 75 cl

vino da uve a bacca blu

Bottiglia Piccini Brunello di Montalcino 75 cl

sangiovese dalla Toscana

Bottiglia Joseph Drouhin Bourgogne Chardonnay 75 cl

regione vinicola in Francia

Bottiglia J. de Villebois Sauvignon Blanc 75 cl

tutti i colori e le regioni

Bottiglia Alasia Moscato d'Asti 75 cl

vino dolce dal Piemonte

Bottiglia Zonin Prosecco DOC Spumante Brut 75 cl

spumante dal Veneto

Bottiglia Château de Berne Romance 75 cl

uve a bacca blu, breve macerazione sulle bucce

Varianti & interpretazioni

Con il nome nebbiolo si indicano vini molto diversi. Langhe Nebbiolo è il più leggero e quello che si apre più rapidamente, spesso prodotto da vigne giovani o da parcelle appena fuori dalle zone più rinomate. Il Roero proviene dall'altra sponda del Tanaro, più sabbiosa, ed è più morbido nei tannini. Nell'Alto Piemonte, intorno a Gattinara e Ghemme, l'uva cresce su terreni vulcanici e dà vini più tesi e affumicati. In Valtellina si chiama chiavennasca e cresce su terrazzamenti lungo il fianco della montagna. Vuoi saperne di più? Scopri tutte le bevande e i marchi.

Consiglio di servizio

Servi il nebbiolo a 16-18 gradi e lascialo ossigenare prima di iniziare. Richiede cibi grassi e ricchi di umami, perché è lì che il tannino trova contrasto: risotto al burro, pasta al ragù, carne arrosto, funghi e formaggi stagionati a pasta dura. Con cibi magri, dolci o molto speziati, invece, il tannino risulta particolarmente aggressivo.

Da sapere

Perché è pallido eppure strutturato

Il nebbiolo ha pochi pigmenti nella buccia, quindi da giovane il vino è già rosso rubino chiaro e vira rapidamente al bruno-aranciato ai bordi. Tannini e acidità, invece, sono presenti in grande quantità proprio nella buccia e nei vinaccioli. Colore e struttura non hanno quindi nulla a che vedere l'uno con l'altra, ed è proprio questo a sorprendere in questo vino: sembra un vino leggero e si comporta come uno strutturato.

Rosa e catrame, e da dove viene quella nota amara

Le due parole più associate al nebbiolo sono rosa e catrame. A queste si aggiungono ciliegia aspra, erbe essiccate, cuoio e talvolta tartufo. Nel finale si avverte spesso una nota amara che ricorda la liquirizia. Questa amarezza fa parte del vino e non è un difetto; insieme all'elevata acidità fa sì che, dopo un boccone, il vino torni subito a sembrare fresco.

Le due spiegazioni del nome

La prima spiegazione collega nebbiolo a nebbia, la foschia che attraversa le valli delle Langhe in ottobre, proprio quando quest'uva tardiva viene vendemmiata. La seconda richiama la pruina bianca che si posa come una foschia sulla buccia matura. Entrambe le spiegazioni sono comunemente citate e nessuna delle due è stata dimostrata. Le si incontra entrambe, talvolta una accanto all'altra nella stessa storia.

Perché riesce quasi solo in Piemonte

Il nebbiolo germoglia presto e matura molto tardi, quindi può essere esposto sia alle gelate primaverili sia a un autunno freddo. Inoltre richiede un terreno con marne calcaree e un pendio che riceva abbastanza sole. Nei luoghi in cui manca questa combinazione produce un vino magro e scarno. Per questo, fuori dal Piemonte raramente dà buoni risultati; la Valtellina in Lombardia è l'eccezione più nota, mentre nel resto del mondo gli impianti rimangono limitati.

Quanto alcol contiene e quanto a lungo si conserva

Il nebbiolo ha all'incirca tra il 13 e il 15 per cento di alcol; la percentuale è riportata sull'etichetta. Un semplice Langhe Nebbiolo si beve di solito entro pochi anni. I vini delle zone più rinomate hanno invece bisogno di tempo prima che i tannini si ammorbidiscano e, in seguito, possono conservarsi a lungo. Una bottiglia aperta si conserva ancora per due o tre giorni in frigorifero, con un tappo.

Domande frequenti

Che cos'è esattamente il nebbiolo?

Il nebbiolo è un'uva a bacca nera del Piemonte, nel nord-ovest dell'Italia. Produce un vino di colore pallido, che vira rapidamente al bruno-aranciato, con molto tannino e un'acidità elevata, e con profumi di rosa, catrame, ciliegia ed erbe aromatiche. I vini più noti ottenuti da questo vitigno provengono dalle Langhe.

Perché il nebbiolo ha un gusto più intenso di quanto sembri?

Perché colore e struttura in questo vitigno sono indipendenti l'uno dall'altra. La buccia contiene pochi pigmenti, ma molto tannino e acidità. Nel bicchiere si ottiene quindi un vino rosso chiaro che al palato risulta corposo e astringente, soprattutto quando è ancora giovane.

Da dove viene il nome nebbiolo?

Le spiegazioni più diffuse sono due. Una collega il nome a nebbia, la foschia autunnale delle Langhe che coincide con la vendemmia tardiva. L'altra fa riferimento alla pruina bianca che si posa come una bruma sulla buccia matura. Non è certo quale delle due sia quella corretta.

Bisogna decantare il nebbiolo e in quale calice va servito?

Decantare aiuta davvero questo vitigno, soprattutto con le bottiglie giovani: calcola circa un'ora di ossigenazione. Servilo a una temperatura tra 16 e 18 gradi in un calice da Borgogna panciuto, con una coppa ampia e un bordo che si restringe verso l'interno, così il profumo ha spazio per esprimersi e poi rimane a lungo.

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